Parlare di razza

Parlare di razza. La lingua del colore tra Italia e Stati Uniti, a cura di Tatiana Petrovich Njegosh e Anna Scacchi, Ombre Corte, 2012.

Questo libro raccoglie diversi saggi accademici provenienti da diverse discipline umanistiche. Il filo conduttore, suggerito dal titolo, verrà affrontato dal punto di vista storico, filosofico, linguistico, artistico/letterario e mediale. 

Per parlare di tali questioni è anzitutto necessario comprendere che “la razza non è un’essenza data, finita e indiscutibile, ma ciò non significa che non esista” (T. Petrovich Njegosh). Cioè, se è possibile parlare di razza non è perché questa esista come proprietà intrinseca, ma perché tale concetto è stato costruito attraverso atti e linguaggi relativi a pregiudizio ed/od odio. Insomma, razza esiste perché esiste il razzismo, ma il razzismo non esiste perché esiste la razza. 

Le questioni razziali italiane si intersecano con quelle degli USA (ma anche con quelle dell’america tutta). Questo accade per diversi motivi.

Da un lato è legato alla rimozione del colonialismo italiano e della storia razzista europea, dall’altro per via di una consapevolezza antirazzista che si è diffusa principalmente a partire dagli stati uniti.

Da quanto si può ricostruire durante la lettura dei saggi, il razzismo può colpire diverse categorie identitarie. Ma le categorie colpite possono a loro volta mettere in atto gli stessi meccanismi di odio e pregiudizio nei confronti di altre identità. Ciò non avviene tramite una qualche proprietà commutativa, bensì si attua attraverso una struttura piramidale. Ovvero ne risulta che il concetto di bianchezza è sempre la punta più alta del privilegio, mentre quello di nerezza è la base della piramide, sempre la più soggetto a discriminazione. Da qui deriva anche la difficoltà di situarsi di tutte quelle realtà intermedie e una tendenza a ragionare soltanto attraverso una sorta di binarismo razziale (sia nelle cattive intenzioni, che in quelle buone). Il fenomeno va dunque valutato in tutta la sua complessità, senza dimenticare che una certa posizione è sempre e comunque portatrice di privilegio che si interseca necessariamente a questioni di genere e di status sociale.

Questo è quanto accaduto anche nella storia italiana. L’italiano meridionale ha sempre sofferto di una condizione di inferiorità rispetto al settentrionale. Gli immigrati italiani negli stati uniti erano una delle categorie a subire discriminazioni (dispregiativamente chiamati “dago” e considerati via di mezzo tra bianchi e neri) e sfruttamento, qualche volta si sono trovati alleati degli afroamericani. Il colonialismo, la propaganda fascista, la costruzione di un’identità italiana come entità di valore, hanno poi innescato l’odio e esacerbato il pregiudizio (basi che comunque ci portiamo appresso da molto tempo). Anche se questo passato è stato rimosso e si fa fatica a volerlo riammettere come parte della nostra storia (si tende a considerarlo come problema strettamente fascista, sempre altro da noi, non qualcosa che purtroppo fa parte anche di noi) ne è rimasta traccia semantica nella nostra cultura: per esempio avviene quando facciamo certe battute sull’abbronzatura (non solo Di Maio, non dimentichiamo Berlusconi per esempio), quando sottovalutiamo la gravità di certe espressioni (parola con la “n”, black face), quando non vogliamo ammettere l’esistenza delle differenze identitarie. 

Un ultimo commento sulla lettura: conoscere questi saggi può essere d’aiuto ad approfondire alcuni temi, ma, naturalmente non è sufficiente (nessun testo può mai bastare di per sé), anche perché non già passati alcuni anni dalla pubblicazione. Essendo una raccolta di saggi, non ha una forma divulgativa, perciò per affrontarlo al meglio nel suo insieme, è bene avere già un’idea generale del problema. Ho notato, poi, che alcuni saggi (ma una minoranza, ve ne accorgete durante la lettura) soffrono di una visione un po’ limitata dal punto di vista della questione di genere.

Potete trovare il testo integrale su Academia. Se vi va commentate o aggiungete informazioni a quanto ho scritto e se leggete uno o più articoli o tutta la raccolta, fatemi sapere 🙂 

https://www.academia.edu/8216193/Parlare_di_razza_La_lingua_del_colore_tra_Italia_e_Stati_Uniti_a_cura_di_Tatiana_Petrovich_Njegosh_e_Anna_Scacchi

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